Ricevi la nostra newsletter
Training, Management, Commercial, Professional Efficiency
IscrivitiNegli ultimi decenni si è assistito alla diffusione di numerosi modelliinterpretativi della funzione aziendale che ha responsabilità della gestione complessiva delle persone nelle organizzazioni.
Sostanzialmente si è transitato da una base di tipo giuridico-amministrativo a configurazioni variegate, di volta in volta focalizzate sullo sviluppo dei soggetti piuttosto che sullo sviluppoorganizzativo.
La situazione generale è definibile come critica perché:

Operare come formatori all'interno delle organizzazioni implica comprendere al meglio la più generale impostazione della funzioneRisorse Umane e il conseguente sistema di aspettative. Riprendendo la classificazione analizzata nell'articolo "HR e Organizzazione", propongo questa tabella di confronto:
| Modelli di gestione delle Risorse Umane | |||
| Variabili | Amministrazione | Gestione | Sviluppo |
| Modello organizzativo di riferimento | Post-tayloristico | MBO Based | Learning Organization |
| Task e obiettivi | Adempimenti amministrativi | Definizione e gestione delle politiche in riposta a fabbisogni generali e ad eventuali richieste specifiche | Creazione e sviluppo delle competenze aziendali, in relazione con il mercato del lavoro e con la strategia di impresa |
| Segmentazione del personale e dei referenti | Investe soprattutto nel personale esecutivo nelle fasi iniziali di lavoro | Definite dai bisogni formativi, dalla collocazione nel ciclo di vita professionale, dal rapporto con la tecnologia. Attenzione ai desideri della line | Investe tutto il personale, anche i livelli dirigenziali e strategici; analisi di segmentazione basati sul potenziale di sviluppo; attenzione alle esigenze della line e del top management |
| Strumenti e tecniche | Usa prevalentemente istituzioni pubbliche o low cost | Analisi del fabbisogno di formazione; programmi interni ed esterni mirati alla risposta di esigenze cogenti; parziale coinvolgimento degli utenti | Analisi prospettica del fabbisogno; programmi generali abbinati ad azioni progettuali tattiche; forte coinvolgimento degli utenti |
| Criteri di valutazione della performance | Criteri minimi e/o poco trasparenti, spesso la sola la rilevazione dei costi | Criteri formalizzati; uso di indicatori di costo, di efficienza e di efficacia | Rapportata alla capacità di innovazione ed alla flessibilità organizzativa (rif. Sviluppo organizzativo) |
| Cultura, valori e strategia | Orientamento di breve periodo; atteggiamento reattivo | Orientamento oggettuale; mercato-gerarchia; passato; transazioni individuali; costi-risultati | Orientato al soggetto; futuro e lungo periodo; è una leva strategica e gli esiti hanno effetto sulla revisione delle strategie |
| Sintesi: il ruolo della formazione | Orientato al soggetto; futuro e lungo periodo; è una leva strategica e gli esiti hanno effetto sulla revisione delle strategie | Connessa agli obiettivi. Esito di progettazioni complesse ed articolate | Organizzazione «che apprende»: tendenza continua al miglioramento. Presenti diverse declinazioni formative (individuali e collettive) |
La tabella ha uno scopo di stimolo alla riflessione e non di semplificazione della realtà. La sua funzione può essere proprio quella di favorire una lettura più puntuale di eventuali contraddizioniorganizzative, comunque da gestire in maniera negoziale ed evolutiva.
È importante cogliere quanto il formatore deve riuscire a far convivere diversi dimensioni:
Per approfondire la tematica del Training Management, vai alla collana video dedicata in cui in 8 step analizziamo tutti gli aspetti legati alla Formazione in azienda e al ruolo del Training Manager.
Di seguito i titoli di alcuni corsi inerenti al tema trattato:
Al momento non è possibile eseguire l'operazione