Soft skills per il project manager
Le competenze trasversali indispensabili per il leader del progetto

Il metodo STEP è un approccio al management trasversale (o cross-functional management) che si basa su 4 atteggiamenti complementari: lo stratega, il topografo, l'etnologo e il pedagogo. Sviluppato per affiancare i manager che gestiscono progetti in assenza di gerarchie, questo metodo privilegia gli aspetti umani e organizzativi fondamentali piuttosto che i soli strumenti collaborativi. Scoprite come applicarlo per portare a termine con successo le vostre missioni trasversali.
La constatazione è chiara: viviamo in un'epoca in cui ogni giorno vengono creati nuovi strumenti collaborativi, eppure la trasversalità non è sempre garantita. «Questi strumenti possono persino accentuare la mancanza di “vitalità” nelle relazioni tra i collaboratori», osserva Bertrand Déroulède, responsabile dell'offerta e della competenza gestionale presso Cegos.
Gli strumenti collaborativi possono generare “freddezza”, mentre la gestione trasversale richiede “calore”, incontri o scambi dal vivo. Questa "freddezza" è generata innanzitutto dal ruolo delle funzioni trasversali: accompagnare le trasformazioni, mettere in atto nuovi processi, nuove pratiche. Tutto questo disturba.
D'altra parte, le responsabilità trasversali sono affidate a persone di buona volontà, ma spesso poco preparate alle sottigliezze delle scienze umane e sociali. Eppure, queste discipline sono essenziali per comprendere i comportamenti umani e fornire alcune chiavi per gestire in modo trasversale, tra cui:
Il management trasversale non è un automatismo né una formula da eseguire passo dopo passo.
Per chi è incaricato di realizzare progetti o attività trasversali, è interessante tornare alle basi tramite il metodo STEP (Stratega, Topografo, Etnologo, Pedagogo):
L'atteggiamento da stratega consiste nel comprendere il gioco degli attori, i circuiti decisionali e le aree di influenza all'interno dell'organizzazione.
Una delle sfide fondamentali della gestione trasversale è che i manager non possono fare affidamento sull'autorità gerarchica. Devono quindi mappare i poteri presenti per identificare le leve d'azione e anticipare gli ostacoli.
Stai guidando la riprogettazione del sito web dell'azienda. In qualità di stratega, identifichi che la direzione marketing vuole contenuti creativi, la direzione commerciale desidera un percorso di acquisto ottimizzato e la direzione informatica richiede una maggiore sicurezza. Il tuo ruolo: allineare questi obiettivi mostrando come ciascuno può sostenere la performance globale.
Buona pratica: crea una matrice degli stakeholder (potere/interesse) per dare priorità ai tuoi sforzi di mobilitazione.
La posizione di topografo consiste nel leggere il terreno organizzativo e mappare le relazioni tra gli attori, gli ostacoli e le leve. I manager trasversali devono capire come funziona realmente l'organizzazione al di là dell'organigramma ufficiale.
Devi implementare un nuovo metodo di gestione dei progetti. In qualità di topografo, osservi che i membri del team Ovest hanno già testato uno strumento simile senza successo (ostacolo), che il manager del team Sud è un early adopter entusiasta (alleato) e che il team Nord teme un sovraccarico di lavoro (resistenza da anticipare).
Buona pratica: crea una mappa visiva degli attori distinguendo tra alleati, oppositori, neutrali e indecisi per adattare la tua strategia di influenza.
L'approccio dell'etnologo consiste nel comprendere le logiche umane: mettersi nei panni degli interlocutori, individuare bisogni impliciti, motivazioni e freni, per instaurare fiducia e cooperazione. È la dimensione empatica del management trasversale.
Chiedi al team commerciale di testare un nuovo CRM. In veste di etnologo, capisci che il loro bisogno implicito non è quello di avere più funzionalità, ma di risparmiare tempo sulla digitazione manuale. Riformula: “Questo CRM vi farà risparmiare 30 minuti al giorno automatizzando i vostri resoconti”.
Buona pratica: inizia ogni scambio con “cosa vi aiuterebbe concretamente in questo progetto?” piuttosto che “ecco cosa mi aspetto da voi”.
L'approccio pedagogico consiste nel rendere i messaggi chiari e motivanti: adattare il proprio discorso, spiegare il significato, formulare le richieste in modo comprensibile senza fare affidamento sull'autorità gerarchica. È la dimensione comunicativa del management trasversale.
Devi spiegare un nuovo processo complesso di convalida del bilancio. In veste di pedagogo, crei uno schema prima/dopo in una pagina. Utilizza la metafora del semaforo (rosso = rifiutato, arancione = in attesa, verde = approvato) e organizza brevi dimostrazioni di 15 minuti piuttosto che una riunione di 2 ore.
Buona pratica: per ogni messaggio importante, chiediti: "Se dovessi spiegarlo con un disegno, come sarebbe?”. Quindi crea questa immagine.
| Approccio | Obiettivo | Competenze chiave | Strumenti/ Metodi |
| S — Stratega | Decodificare le sfide e mappare i poteri. | Visione sistemica, analisi politica, comprensione degli interessi. | Matrice delle parti interessate, mappatura dei decisori. |
| T — Topografo | Osservare l'ambiente e identificare le forze in gioco. | Capacità di osservazione, lettura delle dinamiche organizzative. | Organigramma informale, analisi delle resistenze. |
| E — Etnologo | Comprendere le logiche umane e sviluppare l'ascolto. | Empatia, ascolto attivo, intelligenza emotiva. | Colloqui individuali, osservazione dei bisogni impliciti. |
| P — Pedagogo | Comunicare in modo chiaro e motivante. | Comunicazione adattiva, storytelling, pedagogia. | Immagini, metafore, schemi esplicativi. |
Da ricordare: il metodo STEP non si riduce a una semplice checklist. Invita i manager trasversali a navigare tra questi 4 approcci a seconda delle situazioni, privilegiando sempre la dimensione umana e relazionale rispetto agli strumenti.
«Il metodo STEP non è una checklist da applicare in modo sequenziale, ma una bussola per navigare nella complessità del management trasversale», precisa Bertrand Déroulède. Ecco come attivarlo concretamente.
Prima di mobilitare i vostri team, prendetevi il tempo di:
Strumento utile: create una matrice potere/interesse per dare priorità ai vostri sforzi di mobilitazione.
Per costruire fiducia e impegno:
Per mantenere l'impegno e la chiarezza:
Il ruolo di manager trasversale richiede competenze molto diverse e ne avrete bisogno per avere successo con il metodo STEP. Ad esempio, dovrete coltivare:
Contesto: Marie, responsabile del progetto di trasformazione digitale, deve implementare un nuovo CRM presso 5 team commerciali regionali. Non ha alcun legame gerarchico con i direttori regionali né con i commerciali sul campo. La resistenza al cambiamento è forte.
1. Stratega: Marie identifica che i direttori regionali temono una perdita di prestazioni durante la transizione, mentre i commerciali temono un carico amministrativo aggiuntivo. Si accorge che la direzione generale ha fissato come obiettivo prioritario il miglioramento del monitoraggio dei clienti.
2. Topografo: mappa i potenziali alleati (un direttore regionale, due commerciali a loro agio con il digitale) e gli ostacoli (un manager influente e riluttante). Capisce che la regione occidentale ha già provato uno strumento simile senza successo.
3. Etnologo: Marie organizza colloqui individuali per comprendere le reali esigenze: i commerciali vogliono meno inserimenti manuali, i manager desiderano un controllo in tempo reale. Riformula il progetto: “Questo CRM vi farà guadagnare 30 minuti al giorno automatizzando i vostri resoconti”.
4. Pedagogo: crea uno schema semplice che mostra il “prima/dopo” per ogni profilo, organizza brevi demo (15 min) e nomina degli ambasciatori che testimoniano sul campo.
Risultato: l'implementazione ha successo in 3 mesi, con un tasso di adozione dell'85%, grazie a un approccio incentrato sulle esigenze umane piuttosto che sui processi tecnici.
Il contributo delle scienze umane può essere una leva formidabile per portare a termine con successo la propria missione trasversale. La digitalizzazione è una straordinaria opportunità per rivisitare le proprie pratiche di comunicazione e imparare a fare un uso appropriato delle diverse forme di informazione e comunicazione.
Il nostro esperto conclude: “Torniamo quindi ai quattro fondamenti e procediamo per passi!”.
Leggi l'articolo in lingua originale scritto da Louise Fontana con la consulenza di Bertrand Déroulède
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