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Training, Management, Commercial, Professional Efficiency
IscrivitiSe dovessimo definire l'ottimismo potremmo, secondo Epitteto, spiegare che esso sta nel "modo in cui viviamo una situazione". In sintesi, non è la situazione in sé ad essere problematica bensì il modo in cui noi la interpretiamo.
Tutti noi oscilliamo tra momenti di ottimismo e pessimismo, a seconda dell’umore e degli eventi. La buona notizia che ci viene data dai ricercatori in ambito psicologico è che possiamo rafforzare il nostro ottimismo. Scopri come con l’articolo di Annette Chazoule, consulente Cegos.

Per capire le differenze tra ottimismo e pessimismo, vanno presi in considerazione 3 elementi:
Ad esempio:
“Ho gestito questo progetto perché sono stato fortunato e fortunatamente anche il cliente è stato indulgente...” (auto-responsabilità negativa, ovvero il successo non è derivato dal mio comportamento ma da quello del cliente)
oppure:
“Ho gestito questo progetto come è al solito. Quando mi preparo bene vinco sempre, è così ...” (auto-responsabilità positiva)
La differenza è chiara!
I comportamenti che favoriscono lo sviluppo dell'ottimismo sono legati alla capacità di interpretare gli eventi che si vivono cercando di “migliorarli”. Ciò vuol dire quindi cercare di vivere nel miglior modo possibile le situazioni, che siano complicate o inaspettate.
La difficoltà si trova nel fatto che i comportamenti sfavorevoli sono più insiti nelle nostre abitudini operative e nei nostri riflessi comportamentali. Ad esempio:
Ci sono molte azioni, grandi o piccole, che si possono adottare per sviluppare l’ottimismo:
Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti.
Winston, Churchill
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