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Training, Management, Commercial, Professional Efficiency
IscrivitiTra le tante attività che fanno parte del processo di presentazione, gestione e rendicontazione di un piano formativo finanziato, ce n’è una fondamentale: la progettazione.
Questa attività viene spesso considerata di poco valore, tuttavia fidatevi quando vi dico che è molto importante. Tradurre esigenze formative in un progetto articolato che rispetti i paramenti del fondo interprofessionale a cui si presenta, le regole dello specifico avviso o del conto formazione, che sia chiaro e coerente…. non è cosa semplice!
Progettare significa trasformare l’esito dell’analisi dei fabbisogni in un elaborato complesso che delinei le motivazioni e gli obiettivi che l’azienda intende raggiungere con uno specifico programma di formazione.

Per svolgere questa attività al meglio occorre suddividerla in 4 fasi:
L’analisi dei fabbisogni è sempre il primo passo. Sia che l’azienda abbia già provveduto a farla sia che si affidi ad una società esterna, il primo passo per la creazione di un buon progetto formativo è la stesura di un report di partenza. Deve necessariamente contenere queste informazioni:
Insieme all’azienda, iniziamo la traduzione da “conoscenza da sviluppare” a “specifiche tematiche” da trattare. La seconda fase è l’individuazione dei percorsi formativi e del target di riferimento. Faccio un esempio: sviluppare la competenza relazionale diventa il corso “Gestione dei Collaboratori”.
Questa attività comprende lo studio di finanziabilità delle esigenze rilevate, ovvero se l’impianto formativo individuato risponde ai requisiti del fondo interprofessionale al quale l’azienda aderisce o ad altro strumento di finanziamento scelto (Regione, FSE…). È di fondamentale importanza studiare i bandi di gara o i vari regolamenti che normano queste procedure. Essere preparati significa dare informazioni puntuali e prevenire brutte sorprese finali.
Il report prodotto in prima fase ci aiuta ad argomentare i vari capitoli che comporranno il piano formativo. È importante sviluppare questi punti:
La condivisione di un piano formativo con l’azienda che lo ha richiesto non è prassi abituale. È un momento molto ingaggiante dove il cliente aumenta la sua consapevolezza verso gli obiettivi innovativi a cui tende ed i percorsi che ha deciso di svolgere per raggiungerli.
L’ultima analisi può comportare delle richieste di modifiche proprio per questa aumentata presa di coscienza. L’importante è comprenderle e rendere il progetto formativo più aderente possibile all’azienda che vuole diventare, non tanto a quella che è ora.
Scrivere un buon progetto significa conoscere l’azienda, i suoi obiettivi di crescita e la formazione che intende proporre alle sue risorse umane per raggiungerli. Nostro compito è recepirli e tradurli in un linguaggioadeguato ad essere recepito agli organismi che dovranno esaminare il piano.
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Articolo di Elide Freddo
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