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Training, Management, Commercial, Professional Efficiency
IscrivitiLe certificazioni sono sempre più richieste: che siano accreditate da enti specifici o equivalgano ad auto-dichiarazioni, acquisiscono sempre maggiore importanza. La domanda è sia individuale, derivante dalla necessità della persona di sviluppare competenze utili per il proprio lavoro - e di essere anche in grado di dimostrarle - sia da parte delle aziende, magari alla ricerca di finanziamenti per progetti di formazione.
In questo articolo di Mathilde Bourdat ci domandiamo: cosa viene veramente valutato prima di rilasciare - o no - una eventuale certificazione?

Un primo livello, abbastanza semplice, consiste nel valutare la formazione attraverso quiz. Tipicamente a scelta multipla, questo strumento attesta rapidamente il livello di comprensione o memorizzazione di quanto appreso. A questo livello di dettaglio, ciò che si va ad analizzare è il “cosa si sa”.
Un secondo livello consiste nella valutazione del “sapere come si fa”. Il test a risposta multipla rimane utilizzabile anche in questo caso, ma è più complesso da sviluppare. Richiede infatti la creazione di domande contestualizzate, ad esempio: "In questa situazione ... scegli l’opzione A, B o C".
Il rischio, tuttavia, è che un test così sviluppato porti a risposte abbastanza formali, che non corrispondono realmente a ciò che verrà poi applicato “sul campo”.
Un terzo livello consiste nella valutazione del "mostrare come": In questo caso viene organizzata una simulazione e gli esaminatori decidono il livello di padronanza delle capacità previste dalla certificazione. Questa soluzione è interessante, anche se talvolta onerosa e articolata da implementare.
Un quarto livello consiste nel valutare le competenze di una persona applicate ad una situazione reale. Implica cioè chiedere al partecipante di mettere insieme un documento riassuntivo dei "risultati di apprendimento” (o “learning outcomes"), basandosi sull'applicazione concreta di quanto imparato. Questo metodo di valutazione presenta numerosi vantaggi.
Quali competenze si vogliono valutare? Quale genere di “prove” attestano la padronanza di queste nuove skill? Quali indicatori stabiliscono se le prove fornite sono valide o meno? Questo ci porta a dover chiarire il sistema di riferimento per la valutazione, in modo che sia comprensibile per tutti.
È infatti importante comunicare ai partecipanti i criteri e gli indicatori su cui verranno valutati. Le prove richieste devono anche essere realistiche e tenere conto dei molteplici contesti in cui i partecipanti si possono trovare.
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