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Sempre più aziende e dirigenti si interessano alla strada di una crescita responsabile. Di conseguenza, un fornitore può aumentare il proprio impatto commerciale integrando la dimensione CSR (Responsabilità Sociale d’Impresa) nella propria offerta. Ma a seconda della maturità dell’interlocutore, dovrà rispondere alle esigenze di clienti già impegnati in questo ambito o convincerne altri a interessarsene. La chiave è scegliere gli argomenti giusti. Ecco un metodo chiaro.
Commerciali, account manager o consulenti: chiunque sia chiamato a vendere un’offerta, un servizio o un prodotto oggi è coinvolto. Ma di cosa stiamo parlando? La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) è definita dalla Commissione Europea come “l’integrazione volontaria, da parte delle imprese, di preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro attività commerciali e nelle relazioni con gli stakeholder”.
«Oggi nessuno può fare a meno di una vera cultura generale sulla CSR – sottolinea Catherine Tanière, formatrice Cegos su questo tema –. Bisogna però conoscerne tutte le sfaccettature. Spesso ci si ferma all’aspetto ambientale, ma c’è anche una forte dimensione etica, economica e sociale. Rientrano, ad esempio, pratiche di compliance che per i commerciali sono fondamentali».
Secondo l’esperta, direttrice anche di un’agenzia di comunicazione impegnata sul tema, i benefici di questa formazione sono chiari: «Permette di rispondere ai requisiti di clienti già coinvolti nella CSR, ma anche di convincere altri del valore di diventare un’azienda responsabile, anche agli occhi dei propri consumatori».
Prima di preparare l’argomentario, i professionisti devono valutare il livello di maturità della propria azienda. Catherine Tanière suggerisce di passare in rassegna quattro dimensioni:
Il commerciale deve poi valutare il livello di maturità del proprio interlocutore. «La sfida è capire se il prospect è già fortemente impegnato nella CSR o se va accompagnato con un argomentario che lo introduca al tema», spiega Tanière.
Il rischio maggiore è restare nel vago. «Ogni affermazione deve essere supportata, altrimenti si rischiano accuse di greenwashing», avverte Tanière. Due i casi tipici:
Gli argomenti vanno quindi preparati con cura, puntando su:
«È un tema che richiede precisione ma anche umiltà. Attenzione a linguaggio e formulazioni: raramente si può dire di aver concluso un percorso CSR. È un processo continuo».
La sfida è saper parlare di CSR in poche parole e con efficacia, in ogni settore. In formazione, Catherine Tanière propone ai commerciali l’esercizio dell’elevator pitch: «Immagino di avere 30 secondi in ascensore con un cliente e di dover integrare la CSR nella mia offerta. E naturalmente convincerlo».
Leggi l'articolo di Céline Chaudeau in lingua originale.
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