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Training, Management, Commercial, Professional Efficiency
IscrivitiLa svolta digitale degli ultimi anni ha preso il sopravvento su tanti altri driver di sviluppo o innovazione, al punto da portare all'identificazione univoca dell’una con l’altra. Un po’ come quando si chiamavano le magliette con il colletto a polo, con il nome di quella celebre marca francese con il coccodrillo, oppure quando si identificano i foglietti gialli “appiccicosi” con quel prodotto giallo della 3M.

Melissa Shilling fa chiarezza su come affrontare oggi lo scenario competitivo, partendo dalla definizione dei bisogni, alla scelta dell’investimento, all'analisi della concorrenza su un piano internazionale.
Questo articolo affronta il tema della capacità innovativa di un’azienda, quale fattore distintivo nel mercato e dunque vantaggio competitivo, intendendola come la capacità di affrontare il mercato con soluzioni via via più differenzianti o soddisfacenti per il cliente.
Un'azienda innovativa necessariamente dispone di un Dipartimento R&D ben funzionante e soprattutto di un legame efficiente tra Marketing (ivi inclusa anche la forza vendite) e Dipartimento R&D.
Mi preme rilevare che oggi uno dei fattori distintivi più importanti in un’azienda, alla base della sua capacità di innovare, è la cultura aziendale stessa.
Ciò comporta un ulteriore fattore di complessità, derivante dal fatto che se lo sviluppo di soluzioni in qualche modo può essere il frutto di processi ben funzionanti, analisi di mercato approfondite e un buon dialogo tra le funzioni, la cultura aziendale, impalpabile per definizione, si costruisce attraverso i comportamenti agiti a tutti i livelli, dal board agli impiegati.
Secondo l’approccio di FranklinCovey, una persona può produrre risultati differenti rispetto al passato solo agendo diversamente dal passato, ed agirà diversamente solo se sarà capace di cambiare il proprio paradigma.
Il paradigma è la chiave di lettura della realtà. Nelle aziende, questa capacità di leggere la realtà è fortemente condizionata appunto dalla cultura aziendale.
Se un’azienda non è capace di riconoscere la propria cultura aziendale e comprendere in che modo la propria organizzazione, i propri processi, i propri strumenti, le proprie risorse ne sono condizionate, finirà per rimanerne intrappolata e per agire solo all'interno di essa. Diversamente, quando le risorse saranno coinvolte, portate ad esprimersi, in libertà o secondo modalità anche ben definite, il loro “ingaggio” aiuterà a rendere questa cultura dinamica e propedeutica ad una vera innovazione.
Ciò non significa rivestire di incertezza i muri di un’azienda, lasciando pensare alle persone che le regole e i processi siano in qualche modo “provvisori”, ma certamente significa almeno evitare che la tappezzeria del “si è sempre fatto così” rappresenti il peggiore degli alibi verso il cambiamento continuo: una forma di innovazione continua nel day-by-day.
Personalmente sono convinto che le “risorse sono piene di risorse” se lasciate libere di esprimerle. Con le giuste modalità, con i giusti canali, con i giusti tempi.
Tutto ciò, oltre che importante, diviene oggi anche urgente: la categoria dei millennials, che nel 2020 rappresenterà circa il 50% della forza lavoro, vede l’azienda con paradigmi molto differenti dai precedenti. Ciò riguarda almeno 5 fattori:
Vorrei concludere proponendo qualche spunto che induca ad una rapida riflessione:
Cimentati con i test di autovalutazione Cegos:
Al momento non è possibile eseguire l'operazione