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Training, Management, Commercial, Professional Efficiency
IscrivitiMario L. è manager in una grande azienda italiana. Luisa R. è capo-ufficio in una piccola realtà locale in Toscana. Franco T. è imprenditore da tre generazioni. Infine, Teresa O. svolge funzioni segretariali in un’azienda italiana, sede locale di una multinazionale.
Profili molto diversi, con ambiti di responsabilità differenti e un problema comune: la gestione della casella di posta elettronica, che piano piano sta diventando una sorta di ossessione generale.
Se è vero che una conoscenza limitata alle funzioni base del proprio software di posta elettronica può semplificare la vita, è altrettanto vero che la quantità di messaggi che si ricevono – e, in un modo o nell'altro, che si è costretti a leggere – è aumentata in maniera smisurata. Le 4 persone che ho menzionato ricevono complessivamente 500 mail al giorno, con variazioni da caso a caso praticamente trascurabili. Ipotizzando dieci righe per e-mail, stiamo parlando di una media di circa 1.500 righe da leggere ogni giorno. Senza contare che molto spesso, oltre alla lettura, le e-mail implicano anche una risposta o un’azione.
Tre temi si intrecciano:
Scrivere messaggi poco chiari, nei quali il contenuto core non è ben comprensibile, induce i riceventi a inviare a loro volta e-mail (rigorosamente selezionando l’opzione “rispondi a tutti”) con richieste di chiarimento. Altre volte, ciò porta anche a scrivere risposte del tutto sbagliate o fuori tema, causate dalla cattivacomprensione. I messaggi troppo lunghi, inoltre, non vengono letti con attenzione, portando ancora una volta gli interlocutori a ricadere in repliche errate. Persone incluse tra i destinatari – o in copia per “eccesso di zelo” – rispondono alle e-mail tanto quanto le altre, generando nuovamente le stesse conseguenze: ulteriori richieste, mancanza di follow-up, errori interpretativi, omissioni e così via.
Nel gestire il proprio tempo, sarebbe opportuno inserire la lettura delle e-mail in slot predefiniti, distribuiti durante tutto arco della giornata. In tal modo, si evita di annegare in un mare di messaggi sempre più profondo e di trascorrere la giornata leggendo la posta. Poche regole da rispettare ma chiare, sia nella gestione della to-do-list giornaliera, sia relativamente alla stesura dei contenuti. Scrivere dallo smartphone non è infatti un alibi sufficiente a giustificare errori grammaticali, frasi composte in maniera incomprensibile, assenza di soggetto, verbi o sostantivi. Bisogna ricordare che nella comunicazione scritta manca tutta la parte “accompagnatoria” dei gesti, delle espressioni e del tono/timbro di voce. Tutto ciò è lasciato alla libera interpretazione che, però, può essere in qualche modo indirizzata.
Molte le implicazioni in chiave formativa rispetto a quanto trattato:
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