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Training, Management, Commercial, Professional Efficiency
IscrivitiLa capacità di gestirecollaboratori fisicamente lontani da noi, detto anche Distance Management, richiede attenzioni e sensibilità specifiche.
Tutti noi siamo ormai ampiamente abituati ad utilizzare diversi strumenti di comunicazione a distanza: telefono, fisso e mobile, teleconferenze, videoconferenze, chat, etc
Il facile accesso a questi strumenti ha frequentemente generato situazioni di fraintendimento comunicativo. Ogni strumento si presta infatti ad usi propri ed impropri, con incidenti relazionali causati da superficialità piuttosto che da intenzionalità.
Il concentrarci sullo strumento, rimuovendo il senso della relazionale manageriale, ha poi spesso impedito una riflessione fondamentale: come esser un buon manager anche a distanza?
Sappiamo con certezza che alcune condizioni rendono inefficace la pratica manageriale, sempre, sia in presenza, sia in remoto:
Evitare questi errori di base è una buona partenza ma è necessario andare oltre. Ricordiamoci che un manager raggiunge i propri risultati facilitando il lavoro dei collaboratori (se ritiene di poter far a meno di loro probabilmente non è un manager ma un professional).
Chi opta per il Distance Management lavorando in team virtuali dovrebbe allora, secondo gli ancor validissimi contributi di Kimball Fisher and Maureen Duncan Fisher, specificatamente domandarsi:
Gli studi osservativi dei coniugi Fisher hanno prodotto l’evidenza che il corretto uso degli strumenti di comunicazione deve abbinarsi anche a sette competenze manageriali:
Non dimentichiamoci che spesso i team in remoto sono composti da professionisti e che le loro attese verso il manager, pur differenziate anche in base al tipo di attività svolta, sono molto concrete:
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