Problem Solving e Decision Making
Analizzare il problema, progettare soluzioni, prendere decisioni efficaci

Negli ultimi mesi, si registra un nuovo trend made in US, vedremo se troverà riscontro anche in Italia, come è già accaduto per i trend che l’hanno preceduto (V. Yolo, Great Resignation & Reshuffle…).
Un sondaggio condotto da Intelligent.com nell'agosto 2024 ha coinvolto 966 leader aziendali statunitensi per valutare le loro opinioni sui neolaureati della Generazione Z. I risultati hanno mostrato che il 75% delle aziende ha trovato insoddisfacenti le performance dei neolaureati assunti nel 2024. Inoltre, circa il 60% delle aziende ha licenziato almeno un dipendente neolaureato nello stesso anno, principalmente a causa di una percepita mancanza di motivazione o iniziativa (50%) e di professionalità (46%).
Un fenomeno che porta a interrogarsi non solo sulla congiuntura economica, ma anche su come stiano cambiando le attitudini e le competenze richieste nel mondo del lavoro. La transizione generazionale per accogliere la Gen Z nelle aziende è in corso, ma per affrontarla serve una chiave di lettura chiara e, soprattutto, un piano di adattamento delle skill.
Ecco le caratteristiche delle diverse generazioni presenti nel mondo del lavoro:
Millennials (nati tra il 1981 e il 1996) e Gen Z (nati tra il 1997 e il 2012) condividono molte sfide, ma hanno approcci al lavoro differenti.
Ma allora, se le aziende non confermano i contratti, il problema è nei giovani o nel sistema?
Gli inserimenti dei neolaureati spesso incontrano un disallineamento tra ciò che le aziende cercano e ciò che la nuova generazione offre. Da una parte, le imprese faticano a integrare una forza lavoro che ha esigenze e aspettative diverse rispetto al passato; dall’altra, la GenZ entra in azienda con nuove richieste di flessibilità, crescita rapida e impatto immediato.
Molti datori di lavoro lamentano mancanza di soft skills, resistenza alla gerarchia tradizionale e aspettative di carriera poco realistiche. Allo stesso tempo, i giovani si scontrano con strutture rigide che non valorizzano il loro potenziale e un ambiente lavorativo che non sempre è in linea con il modo in cui apprendono e lavorano.
Per evitare il rischio di una “disconnessione” tra aziende e giovani talenti, è essenziale lavorare su due fronti: sviluppare le competenze giuste nei neolaureati e adattare la leadership e la cultura aziendale al nuovo contesto.
La chiave per affrontare questa nuova transizione generazionale non è resistere al cambiamento, ma comprenderlo e adattarsi. Se le aziende vogliono trattenere i talenti della GenZ, devono investire in una leadership più flessibile e in modelli di crescita più dinamici.
Allo stesso tempo, i giovani professionisti devono sviluppare una maggiore consapevolezza su come navigare all’interno di un’organizzazione, senza aspettarsi che tutto cambi istantaneamente a loro favore.
La sfida non è solo generazionale, ma culturale: il successo futuro dipenderà da chi saprà costruire un ponte tra esperienza e innovazione, tra tradizione e cambiamento.
Dopo gli studi di Comunicazione, Sara Tamburro inizia la sua esperienza nel settore della formazione, in cui opera dal 2009, intervallando esperienze in altri ambiti tra cui comunicazione ed eventi. Head of Marketing, Communication & Solutions di Cegos Italia, si occupa della strategia volta a garantirne la presenza online e offline. Tra le principali attività sotto la sua responsabilità: R&D, comunicazione istituzionale, content strategy, marketing automation strategy, siti web, SEO, SEM, Social Media, blog aziendali, ed eventi.
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