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stress
In un mio precedente articolo, mi sono permesso di fare chiarezza sul significato e sulle cause di quello che ho definito un nostro "compagno di avventura" quotidiano: lo Stress. Desidero ora analizzare i due principali approcci attraverso i quali la ricerca si è occupata di questo fenomeno così rappresentativo.
Hans Selye, medico canadese, considerato “il padre dello stress”, effettua dei lavori su degli animali e mette in evidenza l’esistenza di una sindrome da stress biologico. Lo studioso riprende una nozione di fisica: si parla di stress di una struttura metallica, per esempio, per evocare il comportamento di tale struttura sottoposta a una coercizione.
Lo stress è considerato come una risposta dell’organismo a una richiesta che gli venga fatta. Selye distingue duelivelli di risposta:
La risposta dell’organismo allo stress si realizza attraverso 2 sistemi di difesa:
In questa prospettiva, sono tre gli aspetti da tenere in considerazione :
Pensieri irrazionali ovvero credenze o principi della nostra cultura e della nostra educazione che condizionano i nostri comportamenti e la nostra visione della realtà.
Così, questi pensieri irrazionali limitano il nostro potere di adattamento all’ambiente.
Una situazione diviene fonte di stress solamente se la si percepisce così.
I pensieri superano spesso largamente la realtà.
Questi approcci ci confermano che siamo un “sistema” in cui corpo e mente sono intrinsecamente collegati: nel mio prossimo contributo alcuni consigli pratici per gestire lo stress.
In attesa del terzo contributo legato al tema, misura la tua percezione dello stress con il test autovalutativo Cegos. Vai al programma del corso “Intelligenza emotiva e gestione dello stress“ se desideri un supporto per imparare a gestire le emozioni e migliorare le tue relazioni.
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