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IscrivitiCome ben noto, la comunicazione non verbale è una dimensione che deve essere curata con attenzione. Ottimi contenuti presentati però in una forma svalorizzante - o peggio, contraddittoria - difficilmente otterranno apprezzamento.
Il Body Language è un complesso insieme di movimenti oculari, espressioni, posture e gesti. Anche la scelta dell’ambiente in cui interagire può essere inteso come una comunicazione simbolica: usare un corridoio, un’ufficio o una sala riunioni potrebbe essere o meno coerente con il contenuto dello scambio.

Molti cercano di interpretare il non verbale altrui nel tentativo di comprendere quale grado di ricezione hanno le loro proposte. Meglio sarebbe invece domandarci come aumentare la consapevolezza in merito al nostro comportamento non verbale e come renderlo maggiormente coerente con le nostre responsabilità di ruolo.
Domandarci quanto una posizione dell’interlocutore sia rappresentativa dei suoi pensieri ed emozioni è utile ma può portare ad ipotesi poco verificabili. Al contrario, imparare a governare al meglio i nostri comportamenti, che possono essere percepiti come disfunzionali, può essere un ottimo investimento.
In altri termini: non è detto che un interlocutore con le braccia conserte e lo sguardo svagato sia in una posizione di chiusura e di disinteresse; al contempo se avvii una riunione, cerca di mantenere una posizione aperta perché aiuterà i partecipanti a sentirsi accolti.
Alcuni comportamenti non verbali sono proprio da evitare perché spesso percepiti come fortemente collegati ad alcuni atteggiamenti interpersonali.
Esploriamoli insieme, partendo da una condizione di presenzialità:
Le nostre esperienze sociali, fatte in famiglia, a scuola, nei diversi ambienti di lavoro, ci hanno portato ad automatizzare alcuni comportamenti non verbali. La maggioranza sono certo efficaci e coerenti al contesto. Dobbiamo però considerare che un cambio di ruolo o di azienda (e quindi di cultura organizzativa di riferimento) può cambiare l’equilibrio e portarci a riconsiderare alcune sfumature. Ad esempio, una velocità di eloquio che in un contesto operativo poteva essere percepita come efficiente,in una relazione esposta ai clienti potrebbe essere sentita come eccessiva e indicativa di superficialità e disattenzione.
La risposta istituzionale alla pandemia COVID dello scorso anno ha portato la maggior parte delle azienda a favorire le attività lavorative in remoto, in ossequio a quanto previsto nei vari dpcm e, ancor prima, nella legge 81 sul lavoro agile (detto anche smart working). Per moltissimi lavoratori si è trattato di una situazione nuova e implementata con grande rapidità. La conseguenza è stata anche una sperimentazione affrettata nell’uso degli strumenti di videoconferenza.
Anche in questo ambito la comunicazione non verbale mantiene la sua importanza.
Di seguito alcuni comportamenti che potrebbero essere oggetto di maggiore attenzione da parte di tutti.
Esistono inoltre alcune piccole problematiche pratiche che possono essere fraintese:
Sono molte le situazioni in cui porre attenzione dal punto di vista non verbale: non trascurarle, riuscirai a valorizzare al meglio la tua professionalità. Se hai dei collaboratori e noti degli spazi di miglioramento, non limitarti a segnalare la criticità: offriti come partner per la ricerca di una soluzione adatta a ruolo e contesto.
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