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Nuovi trend: innovazione

11/01/2016

Quale immagine scegliereste se vi chiedessi di associarne una al concetto di innovazione?
Probabilmente pensereste ad una lampadina o alla classica immagine di un cervello umano stilizzato all’interno del quale girano degli ingranaggi; qualcuno penserebbe ad uno smartphone o ad un PC portatile… del resto queste sono le immagini che ci vengono proposte cercando su Google la parola “innovazione”.

L’innovazione è associata al il concetto di IDEA (il lampo di genio), a quello di RIFLESSIONE “out-of-the box” (gli ingranaggi che girano…) o a qualche OGGETTO che prepotentemente è entrato nell’uso corrente. Nella parola innovazione c’è molto di più. Molto di più della creatività, molto di più della modernità, molto di più dell’anticipazione di bisogni.

Pensiamo all’innovazione come ad un ecosistema nel quale funzionano e interagiscono almeno 4 fattori: l’ambiente (usi, costumi, regole e valori), le persone (conoscenze, capacità e competenze, valori personali), il processo (l’insieme di regole che porta un’idea alla sua realizzazione teorica) e l’execution (la capacità di tradurre la teoria in pratica). Su questi quattro fattori si può lavorare per andare VERSO l’innovazione: voglio sottolinearlo con forza!

Nessuna azienda oggi può sopravvivere nel mercato se non ha un approccio innovativo. In alcuni casi innovare significherà stravolgere l’azienda stessa, in altri semplicemente adattare alcuni dettagli alle nuove e mutevoli condizioni del mercato.

Un ambiente innovativo è quello in cui non si sente dire “facciamo così perché abbiamo sempre fatto così”; la curiosità è stimolata e possibilmente premiata, lo scambio di feed back è strutturato e apprezzato, la circolazione delle informazioni è ben oliata ed anche i risultati sono noti a tutti, il confronto con il mercato è costante e l’auto-referenzialità è riconosciuta e messa in discussione, le domande che emergono ricevono risposte esaustive. Su tutto ciò si può e si deve lavorare.

Le persone innovative sono quelle che pianificano il proprio tempo definendo le priorità in ordine d’importanza e non d’urgenza, sono quelle che sanno gestire le persone con uno stile di management appropriato al team e agli obiettivi da raggiungere, sono quelle che sviluppano il pensiero strategico partendo dai bisogni dei propri clienti (interni, esterni, etc.), sono quelle che hanno (acquisito) la capacità di mutare paradigma e considerare prospettive diverse, sono quelle che sanno lavorare bene in un team e cogliere da ogni componente un valore aggiunto (sia in un ruolo da capo che da collaboratore).

Il processo innovativo è quello che consente di mettere a fattor comune le potenzialità di ogni componente di un gruppo, è quello che consente di impiegare efficacemente ed efficientemente tutte le risorse a disposizione, è quello che permette di misurare i progressi compiuti attraverso l’uso di KPI smart e predittivi, è quello che mette in connessione risorse interne con risorse esterne, è quello che utilizza tutti i tool esistenti, è quello semplice da comprendere e facile da attuare, è quello che chiarisce ad ogni persona coinvolta il proprio ruolo.

L’execution innovativa è quella che traduce gli sforzi in risultati, è quella che evita gli sprechi di energia e massimizza il risultato, è quella che tiene conto di tutto quanto precede e segue nella catena del valore, è quella che nasce dal commitment, è quella che si migliora di step in step, è quella che è coordinata e coerente in determinato un contesto.

Su tutte queste caratteristiche si può lavorare ed apprendere con grandi risultati se a priori esiste una pre-condizione, ovvero la disponibilità ad imparare da parte delle risorse destinatarie.

L’innovazione inizia nella testa della gente, ma non solo nelle idee geniali e termina nelle mani delle stesse, ma non solo nel duro lavoro.

Un’idea nasce in un ambiente fertile, si accresce in un contesto collaborativo, viene sviluppata attraverso scelte oculate d’investimento, viene strutturata attraverso un processo meticoloso e realizzata attraverso piani di lavoro accurati. A monte e a valle di tutto questo si aggiungono sofisticate metodologie di INPUT creativo raccogliendo e altrettanto sofisticate forme di PROTEZIONE del proprio mercato. Oggi, tuttavia, proteggersi è sempre più difficile e il mercato, essendo sempre più dinamico, impone consumatori sempre più inclini all’acquisto o all’investimento innovativo. L’unica forma di protezione realmente verso il mercato è la continua innovazione, che protegge non un bene o un servizio, ma il vantaggio competitivo o la value proposition che esso rappresenta nel mercato.

Ecco perché innovare non è una scelta, così come non lo è la scelta se abbandonare o meno la zona di comfort. In un commento ad uno dei miei post su Linkedin, sul tema del change management, mi è stato scritto “la barca è sicura in porto, ma non è nata per questo” e così voglio concludere questo mio editoriale.

Mi viene da aggiungere “la permanenza nel porto non è più nemmeno così sicura”.

Emanuele CastellaniEmanuele Castellani
Amministratore Delegato
Cegos Italia
twitter@ECastellani