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I Millennials hanno il mondo in mano

19/09/2016

Se i giovani d’oggi valgono poco, gli anziani cosa ci hanno lasciato?”: inizia così la canzone degli Ex-Otago, un gruppo musicale genovese non ancora noto ai più, ma abbastanza in voga tra i giovani. Il ricambio generazionale porta con sé turbolenze, ed è così ogni volta che ad esso si associa un “ampliamento della conoscenza” che porta con sé una diversa considerazione del concetto di “limite”.

In questo caso è stato il digitale a determinare la “discontinuità” e quindi lo stato di trasformazione sociale. Perché mai l’ambiente di lavoro dovrebbe restare immune da tale trasformazione sociale? Con il digitale il mondo è più vicino. Si attenua il confine tra il noto e l’ignoto. Si attenuano i confini in generale ed anche quello tra vita e lavoro.

La generazione precedente aveva capito che per gestire lo stress e stabilire un equilibrio work-life, poteva essere utile vivere a “compartimenti stagni”: in una parte della vita si cerca di smaltire lo stress accumulato nell’altra. Sbiadire il confine significa confondere le due sfere e imparare nuovamente come si può e si deve saper costantemente accumulare e smaltire, ma soprattutto, accumulare meno per smaltire meno.

Aumentare la soddisfazione lavorativa significa svolgere un lavoro che abbia un senso, cioè un valore che non sia legato solo al ruolo, al job title o allo stipendio. Missione, Visione e Valori dell’azienda rivestono maggiore importanza per un Millennial che non per le precedenti generazioni.

Si affievoliscono anche i confini relativi all’orario di lavoro: un Millennial può arrivare in ufficio mezz’ora in ritardo e rispondere a una mail alle 10 di sera. Commitment verso l’obiettivo (legato al valore del lavoro svolto) piuttosto che verso la regola. Per questo motivo i Millennials sono più inclini a cambiare lavoro: se manca il valore manca l’engagement  e quindi si cerca altrove. Vale la pena di affrontare il disagio derivante dal cambiamento per fare qualcosa in cui si crede.

I social network e gli strumenti di messaggistica hanno completamente trasformato il concetto di relazione. Dal discontinuo al continuo. Non c’è più ON/OFF. In qualsiasi momento, chiunque appartenga alla mia rete di relazioni può postare un file al quale potrò accedere non appena potrò o vorrò. La facilità con cui si tiene viva una relazione è anch’essa sconvolgente, al punto che oggi è normale avere migliaia di contatti ed è abituale comunicare one-to-many piuttosto che one-to-one.

Anche la relazione capo-collaboratore deve svolgersi nel “continuo” e non nel “discontinuo”. Va bene la performance review annuale, ma è giudicata soddisfacente se frequente e poco formale. E non è solo una questione di confronto, ma anche di accessibilità. La porta aperta indica la disponibilità ad un confronto costante e bidirezionale: il tutoraggio può essere reversibile o double-face.

Persino il tempo è percepito diversamente e quindi la sua gestione diventa più che mai un fattore critico. Il concetto di effective meeting, ad esempio, è molto cambiato. Oggi la parola “effective” è legata anche alla frequenza e durata della riunione e non solo alla scelta dei contenuti, alla gestione dell’agenda e alla definizione dell’action plan conclusivo. In molte aziende ormai si svolgono riunioni in piedi, che durano al massimo un’ora.

I Millennials hanno il mondo in mano perché hanno la padronanza di un tipo di informazione sconosciuta alle generazioni precedenti. Vent’anni fa si diceva “vorrei leggere due o tre quotidiani al giorno…”, oggi l’accesso all’informazione è completamente diverso: propensione e capacità di acquisire, gestire, elaborare e memorizzare le informazioni. Ieri era il TG delle 20 che aveva in parte mangiato il quotidiano, oggi è il tweet istantaneo che sta mangiando il TG, con la differenza che le fonti sono infinite e sconosciute – questione che apre il tema di elaborazione, valutazione, verifica e approfondimento delle informazioni stesse. Mancando spesso l’intermediazione del giornalista, da un lato si riduce il rischio di manipolazione, dall’altro ci si espone al rischio di disorientamento.

La radio sta nuovamente riconquistando il terreno perduto a scapito della TV. Mi sforzo di interpretare questo aspetto… la radio realizza il sogno del multitasking. Può essere ascoltata anche mentre si fanno altre cose. Ed ecco che sul luogo di lavoro compaiono le cuffie per ascoltare musica mentre si svolgono lavori ripetitivi, gli smartphone sono collocati accanto allo schermo aziendale perché con la mano destra si risponde al telefono mentre si legge una mail, e contemporaneamente si sorride guardando nello smartphone personale l’ultima foto postata da un amico che in quel momento è in vacanza.

I Millennials hanno il mondo in mano dicevo e, soprattutto in tanti Paesi del mondo ormai a crescita stagnante, hanno la possibilità di determinare un inversione di rotta. Detto ciò, poi, ci sono anche i giovani che valgono poco e tanti anziani che hanno lasciato davvero molto. Ahimé questi giovani che valgono poco hanno molte più possibilità ed opzioni per nascondersi nelle pieghe della società, e diventare tra cinquant’anni un anziano che non ha lasciato niente.

Emanuele CastellaniEmanuele Castellani
Amministratore Delegato
Cegos Italia
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