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Conquistare i Millennials: il marketing a servizio della condivisione e dei contenuti di valore

26/04/2017

“Millennials” è forse la buzzword più impiegata degli ultimi tempi. Apparentemente a ragion di business.Tutti a cercare di intercettare, perimetrare e cavalcare i trend di questo nuovo cluster generazionale. Che ha i connotati, a ben vedere, di qualcosa di disruptive. Qualcuno li paragona, in termini di impatto, al Baby Boom degli Anni ’60.

Da un punto di vista squisitamente marketing, i Millennials sono un grande affare. Non solo sono un esercito arrembante molto numeroso, ma stanno anche per varcare la strategica soglia dell’età dei consumi.

Entro il 2020, I Millennials spenderanno la cifra record di 1.400 miliardi di dollari l’anno, ovvero il 30% di tutte le vendite al dettaglio solo negli Stati Uniti. Questo dovrebbe significare per le aziende un impegno consapevole e strutturato a sintonizzarsi sulle loro abitudini, sui loro “trip” generazionali, sui loro orditi relazionali.

È piuttosto cristallino rilevare che la capacità di influenzare questa nuova generazione passa da due direttrici importanti e attuali: la Content Generation e l’Influencer Marketing. E la loro gestione congiunta e tattica costituisce, al contempo, un’arma di fascinazione verso questi giovani tecnologici e una leva di potenziale fidelizzazione per l’azienda che è in grado di metterla in pratica.

Rispetto ai media di promozione e comunicazione tradizionali, i Millennials attribuiscono ai contenuti generati dai consumatori o dagli utenti di un prodotto, di una soluzione o di un servizio mediamente un 50% di fiducia in più. Alla luce di questi dati, la Content Generation e la sua gestione costituiscono irrefutabilmente un ottimo metodo per conquistarli. Ovvero per incanalarli con convinzione nel funnel di conversione.

Si tratta di una grande opportunità per tutte quelle organizzazioni che per i propri brand hanno costruito una vetrina interattiva online che rappresenta per i propri clienti un repository di contenuti di valore ed esclusivi. Affi dandosi anche all’efficace principio della riprova sociale: quando un essere umano non sa bene come comportarsi, si adegua al comportamento e alle scelte di chi lo circonda, trovando sicurezza e conferme in ciò che viene scelto da un maggior numero di persone.

Il social proof è un fenomeno potente che, cavalcando la leva dell’accettazione sociale, spinge un determinato pubblico a vedere e sperimentare i prodotti di suo interesse alla luce della dichiarata soddisfazione o insoddisfazione dei più, prima di concludere l’acquisto. Una sorta di effetto simulazione analitico e tribale.

Differenti sono, allora, i modi per spingere il proprio pubblico a condividere esperienze e vissuti. E favorire spinte pubblicitarie e promozionali. Pensiamo alla “potenza” di piattaforme di condivisione come Instagram e YouTube.

Ma “presidiare” i Millennials non è solo una questione di Content Management. I Millennials si orientano in modo sempre più consolidato agli influencer. Agli Opinion Leader social. Acquisti, sperimentazioni ma anche semplici approfondimenti verticali passano attraverso la consultazione dei pareri di Youtuber e Blogger. Con l’eventuale suggello di Wikipedia a chiudere il cerchio.

Queste nuove figure del microcosmo 3.0 sono pertanto delle alleate preziose per avvicinarsi a questi giovani (molto più che un fenomeno di costume) da parte dei professionisti di marketing. Soprattutto nell'ambito di settori merceologici fortemente influenzati dai fattori moda, innovazione ed emulazione.

A riguardo, è facile intuire come i pareri di consumatori e utilizzatori siano degli strumenti efficacissimi per portare a bordo nuovi prospect o fidelizzare i già clienti. Leva non di certo innovativa, la referenza, infatti, conosce oggi una nuova identità, un nuovo ingaggio per dare spinta a crescita di settore e vendite.

Presentare o illustrare un prodotto o una soluzione nel post di un Blogger o di un Social Influencer rappresenta oggi una delle strade privilegiate per incrociare le preferenze dei Millennials o per stimolare la loro motivazione all'acquisto. Raggiungere un Influencer con un pubblico simile al proprio Millennials target è indubbiamente un modo per tracciare la via verso la nuova visibilità e la moderna Brand Awareness.

La creazione di contenuti di valore e la collaborazione con moderni evangelizzatori della proposta aziendali sono pertanto novelle leve di marketing mix che più che mai oggi fanno la differenza nel conquistare le nuove generazione tecnologiche di consumatori. Un esplosivo mix di idee, valori e benefici che nell'epoca della condivisione valgono più di un brevetto aziendale.

Paola Lazzarini

Paola Lazzarini
Senior Consultant & Executive Coach
Cegos Italia