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Conoscere i Millennials

26/04/2017

In un’azienda media, il Direttore HR e Organizzazione sta illustrando le 26 slide con cui presenta i valori aziendali, il modello di leadership, il modello di competenze, il sistema di performance management, l’insieme dei KPI ed il sistema di incentivazione.

Le 30 persone presenti hanno età diversa, anzianità aziendale diversa e cultura scolastica diversa. I tre gruppi si distinguono in funzione dell’età anagrafica: una decina di persone in età compresa tra i 50 e i 60 anni, un’altra decina tra i 38 e i 50 e infine, il gruppo dei Millennials, in età compresa tra i 25 e i 37.

In quest’ultimo gruppo le reazioni vengono condivise all’istante, durante la presentazione,attraverso il neo-costituito gruppo di WhatsApp e sono le più disparate: “Mi sento soffocare in questo schema”, “Perché tra i comportamenti apprezzatic’è la puntualità? Il mio variabile dipendedai miei risultati”, “Figata! Avrò feedbackcostanti dal mio capo” e subito la risposta ironica: “Sì, solo su appuntamento!!”. Qualcuno cerca di portare la conversazione su binari seriosi: “Sono felice di lavorare perun’azienda che attesta il rispetto di questivalori, sento che il lavoro che facciamo èimportante” e un altro incalza seccato: “Iome ne vado, mi sento troppo imbrigliato in questa selva di regole”.

Al termine del meeting uno di loro alza la mano e chiede“Possiamo in qualche modo esprimere un feedback?”, ma non c’è tempo a causa del ritardo accumulato.

Quel gruppo di WhatsApp non cessa al termine del meeting, ma continua a vivere parallelamente all'azienda e diventa un “punto d’incontro” rispetto al verificarsi o meno di quanto atteso o gradito.

Tutte le aziende sono a un bivio: interpretare le aspettative di una nuova generazione di lavoratori o ignorarle nella convinzione che il punto di arrivo odierno, risposta magari a tanti interrogativi del passato, sia inconfutabile.

Nell'azienda che ho descritto i Millennials rappresentano solo uno scorcio del 35% dell’azienda che nei prossimi 10-15 anni diverrà il 50% o 60%.

Se incerta è la decisione che ogni azienda vorrà prendere a quel bivio, è invece più che certo che i risultati di quell'azienda dipenderanno sempre più da almeno 3 fattori:

  • chi “abiterà” l’azienda nei prossimi anni
  • quale “engagement”esprimeranno le risorse quotidianamente
  • quale applicazione troveranno modelli, strumenti e processi

L’accesso alle informazioni, la gestione HR, le relazioni interpersonali, la questione digitale e delicati aspetti organizzativi – gli item esplorati dall’indagine Cegos MiLLENNiALS insight – sono i 5 driver che impatteranno in maniera decisiva sulle sorti aziendali, attraverso i 3 fattori critici di successo sopra citati.

Emanuele Castellani
Amministratore Delegato
Cegos Italia
twitter@ECastellani