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Holacracy: la via dell'innovazione per le organizzazioni moderne

26/07/2016

Le organizzazioni dovranno adattarsi a lavorare in maniera diversa, massimizzando la comunicazione delle esperienze dei singoli individui all'interno dell’azienda. Il sistema oclocratico è un’interessante evoluzione dei modelli organizzativi del XXI secolo che risponde a questa precisa esigenza.

Partiamo dal vero significato di oclocrazia – in greco letteralmente “potere alla massa” – che Polibio coniò per rappresentare una forma degenerativa della democrazia. Oggi il termine moderno di holacracy viene reinterpretato in un più dinamico concetto di “autonomia”. In sintesi, holacracy rappresenta il massimo livello di responsabilizzazione delle persone all'interno delle organizzazioni, dove non esistono più rapporti gerarchici ma team multidisciplinari in grado di organizzarsi attraverso un’autonomia decentralizzata.

Non si lavora più sul concetto di autorizzazione e delega, ma sugli elementi di intraprendenza ed indipendenza. Perché un’organizzazione dovrebbe sposare il modello oclocratico? Semplicemente perché sono i clienti a chiederle queste caratteristiche.

I consumatori digitali sono sempre più informati e critici, pretendono feedback in tempi brevi, hanno la possibilità di esprimere il loro parere, anche quando negativo, anche se superficiale, in maniera rapida e con una visibilità decisamente ampia. Queste persone saranno soddisfatte solo da organizzazioni che metteranno al primo posto autonomia, intraprendenza, interdisciplinarità dei propri dipendenti.

Un’organizzazione, per garantire questi elementi ai propri dipendenti, dovrà accettare e incoraggiare la sperimentazione da parte di gruppi di lavoro, utilizzando tra l’altro la modalità Objectives and Key Results OKR – ideata da Andy Grove, CEO di Intel ed utilizzata in aziende quali Google e LinkedIn.

La sperimentazione è diventata un fattore critico di successo, come lo stesso Jeff Bezos afferma: “Avere la consapevolezza di fallire rende liberi”. Quindi un gruppo di lavoro autonomo, interdisciplinare e intraprendente dovrà essere incoraggiato a sperimentare, mettendo in conto il fallimento come possibile risultato, perché solo così potrà trovare la soluzione migliore per il consumatore esigente dell’era digitale.

Gli OKR invece rappresentano lo strumento ideale per orientare i gruppi di lavoro, perché uniscono gli obiettivi da raggiungere (definiti sogni) ai risultati che misurano il loro raggiungimento (definiti criteri di successo). Gli OKR possono essere implementati ad intervalli regolari (settimana, mese, trimestre, etc.) ed assegnati a singoli individui o team aziendali. Più gli OKR sono trasparenti, prevedendo anche feedback frequenti, più l’azienda ne trae vantaggio.

Il concetto di holacracy rappresenta quindi una reale innovazione per le organizzazioni moderne: sta a noi comprendere come implementarlo velocemente, attraverso un’intelligente evoluzione modulare nel tempo.

Luca Gelmetti

Luca Gelmetti
Innovation & Industry 4.0 Consultant
Cegos Italia