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Gli Autori dell'Innovazione

19/09/2016

Quando oggi parliamo di Millennials e li accostiamo all’innovazione tecnologica individuiamo una nuova forma di produttore-consumatore che viene definita “Autore”. Gli Autori del XXI secolo sono persone che hanno individuato nel concetto di Innovazione la loro principale inclinazione, che si concretizza nello sviluppo di idee che possono avere un impatto dirompente all’interno di una specifica community di riferimento.

In questo contesto gli Autori entrano in contatto tra loro per sviluppare ulteriormente le proprie idee, con l’obiettivo ultimo di venderle alle organizzazioni che hanno bisogno proprio di entrare in contatto con quella specifica community.

Qual è il principale driver che ha generato la nascita di questi Autori “moderni”? Sicuramente una specifica esigenza da parte di consumatori facenti parte di una community, dove un’azienda può intervenire per sviluppare il suo business. Ma più nello specifico l’impossibilità, o quanto meno l’estrema difficoltà, da parte della stesse aziende, di ragionare fuori dagli schemi tradizionali e la, per il momento, bassa propensione alla sperimentazione con l’obiettivo di innovare.

Come ha scritto Clayton Christensen nel Dilemma dell’innovazione, “raramente  un’innovazione disruptive ha origine dallo status quo. I player affermati di un settore spesso non hanno la struttura adatta o la preparazione per affrontare una disruption quando questa si presenta”.

Ecco quindi la quadratura del cerchio: l’esperienza diretta di un Autore nel provare a colmare un’esigenza specifica, lo porta ad inventare, attraverso anche svariati tentativi, un’idea/soluzione che una volta sviluppata diventa business. In questi ultimi anni stanno infatti nascendo una grande quantità di siti e community (Singularity University è forse l’esempio più interessante) nei quali Millennials e non (in un rapporto 80/20) si confrontano e si aiutano scambievolmente nello sviluppare idee interessanti da vendere al mercato dell’IoT.

Quindi questi Autori “seriali” – perché ovviamente sta diventando una vera e propria professione – forti della loro capacità di iniziativa, orientati all’innovazione ed a tutto quello che ruota attorno all’IoT e predisposti mentalmente alla sperimentazione senza paura dei fallimenti (Jeff Bezos diceva: “Mettere in conto di fallire ti rende libero”) sono diventati la linfa vitale delle organizzazioni che vogliono essere sempre più proattive rispetto alle esigenze della community di riferimento.

Rispetto a questo scenario vediamo anche il proliferare di Incubatori, Acceleratori, Business Angel che prendendo sotto la propria ala protettrice i Millennnials/Autori, con l’obiettivo di accorciare e velocizzare il processo che parte dall’idea, passa da una start-up, si trasforma in una early stage e termina il suo percorso diventando un’entità di business che produce reddito per se stessa o per un’organizzazione già esistente.

Un ultimo aspetto riguarda come un Millennial potrebbe sviluppare la professione di Autore all’interno di un’organizzazione tradizionale. Gli elementi principali rimangono sicuramente gli stessi perché è nella natutra di un Millennial innovare, sperimentare, creare, fallire; il problema principale è come l’organizzazione debba gestire la situazione.

Direi che in questo caso vale al contrario il famoso detto kennediano “Non cosa un Millennial può fare per l’Azienda ma cosa l’Azienda deve fare per i Millennials”.

Sicuramente la prima azione da mettere in pratica è posizionare il più lontano possibile i Millennials dallo staus quo aziendale, onde evitare la continua influenza negativa dell’immobilismo aziendale rispetto alla creatività della generazione Y. Poi è necessario lasciare i Millennials liberi nell’indagare tutte le possibili alternative ad un’idea. Solo così un’organizzazione potrà destabilizzare i propri concorrenti, perché riuscirà a valorizzare delle idee che organizzazioni più “statiche” non riusciranno mai ad immaginare. Non è un caso che oggi la maggior parte delle piccole rivoluzioni messe in atto da idee innovative vengano generate da player che non sono ancora presenti nel business, ma hanno colto una grande opportunità: una fra tutte la Google Car.

Luca Gelmetti

Luca Gelmetti
Innovation & Industry 4.0 Consultant